Com’ è questa storia della motivazione?

Distribuire, anche con senno, parole una dopo l’altra per dare forma ad un pensiero. Qualsiasi scritto parte dal senso e necessita una cornice che rafforzi il punto centrale.

L’interesse però secondo noi è nato dalla condivisione di storie di vita, vera e vissuta; sono l’emozioni suscitate a rendere un’esperienza indelebile; il modo migliore per spiegare che siamo sempre mossi da un qualcosa d’altro e’ questo racconto. Non saprete mai il nome di questa persona, ma in fondo non è così importante.
Un paio d’anni fa si presenta in sala fitness un signore settantenne molto distinto; ancora prima di addentrarci nel tecnico racconta di essere in pensione da qualche anno, di aver lavorato per quaranta anni nella per la stessa azienda. Lo dice con fierezza e amore. Due figli, un solo nipote, “perchè oggi mica tutti hanno voglia di impegnarsi” ; e la voglia ” di muoversi un pò”.
Un profilo abbastanza comune, iniziamo un semplice piano di avviamento all’allenamento. Senza fretta, ma senza sosta:-). Viene steso il primo programma in sala fitness.
La cosa che colpisce subito di questo arzillo signore è l’applicazione. Esegue tutto alla perfezione, nei tempi e modi stabiliti, con straordinario impegno e massimo rispetto dei consigli delle persone che gli stanno davanti. Capita spesso di essere travolti dall’entusiasmo iniziale, lui invece non ha paura di alzare l’asticella della fatica. Si passa ad un programma più intenso, all’inserimento nel programma di un corso a settimana. Dopo quattro mesi integra la piscina: “mi sento bene, percepisco i miglioramenti e noto che fate il tifo per me. Se mi dite che questa cosa fa bene la aggiungo”.
Sottolineo che questo signore ha fatto per anni il direttore di filiale in banca, non proprio uno sprovveduto, ed è bello quando qualsiasi allievo si abbandona totalmente ai consigli dei nostri esperti, valorizzando le capacità ed affidandosi all’esperienza dei nostri ragazzi. Il fuoco che si intravedeva negli occhi era l’impeto di una persona determinata, sempre e sempre di più. Senza ipocrisia, ma il suo sorriso non era così pieno. l’incrinatura la percepivi. I suoi occhi erano convinti, ma a tratti spaesati. A tratti, furenti.
La sensazione è che dietro tutto ciò ci fosse un qualcosa di più grande, che fosse mosso da un pensiero che neanche si potesse immaginare. Vero però che sicuramente c’entrava l’amore, nient’altro ti coinvolge così tanto. Il suo desiderio di migliorare era inversamente proporzionale alla condivisione del suo mondo extra Life. Pochi veloci riferimenti, poca voglia di parlarne; interagire con qualcuno significa avere rispetto delle propria storia. La discrezione è una modalità di interesse sottovalutata.
Però comunque le spalle facevano meno male, la schiena aveva drasticamente diminuito di infastidirne il sonno… Le gambe erano straordinariamente più forti, l’ascensore per raggiungere la sala uno sbiadito ricordo. E il fiato? Mamma mia, dai primi passi con fiatone a programmi di lavoro intervallato sullo skillmill. E l’età? Beh quella è solo una scusa, la supercompensazione (il processo per il quale il corpo si adatta agli stimoli migliorandosi) in percentuale dopo i sessant’anni su un neofita è anche più efficace.
Una mattina sale le scale in lacrime. Vede uno dei nostri istruttori e lo abbraccia. Come un fiume in piena esonda di emozioni. Qualche mese prima il figlio, in un colloquio sincero gli aveva confidato di non sentirsi sicuro a lasciargli il nipote. La nascita di quel bambino aveva ridato vita ai suoi giorni da vedovo. Ed ora la felicità gli veniva quasi scippata.
” Papà, ho paura che tu non ce la faccia. Un bambino è impegnativo e mi sembra che tu fisicamente non ce la possa fare. L’amore non basta. “
E invece si, è bastato. Ma non quello spettante, dovuto o immediato. Quello che necessita di svolta e che accompagna le parole ai fatti.
Dal giorno dopo avrebbe ripreso a prendersi cura del bambino. Esultava e millantava di doverci tutto, in realtà doveva ringraziare prevalentemente sé stesso.
Non per forza bisogna ustionarsi per tirare fuori il meglio di ognuno di noi. Ma ripartire da sé  quello sempre e comunque. Ripensandoci. è bello che lui non abbia svelato tutto quanto subito. I sogni delle persone, se li vuoi sapere, te li devi guadagnare.
Ognuno di noi ha delle pulsioni. ha degli atteggiamenti che vorrebbe cambiare, dei comportamenti che piacerebbe limare. Ma tutti comunque vogliamo stare bene. Anzi meglio. Ascoltiamo quella vocina che ci spinge a migliorare e cambiare. Devi metterci del tuo, ma noi siamo avidi di storie e successi come questo.
Chi è il prossimo che ha voglia di stupirci, stupendosi?